La visita prevede una valutazione della funzionalità del piede attraverso l’esame obbiettivo e la pedana baropodometrica, lo screening del piede diabetico e delle sue complicanze.


L’ESAME BAROPODOMETRICO È un esame computerizzato dell’appoggio plantare e della postura che si realizza attraverso un tappeto dotato di migliaia di sensori. Comprende due fasi: una fase STATICA ed una DINAMICA.

Durante la prima fase il paziente deve mantenere la Relaxed Standing Position, ovvero una stazione eretta comoda, al fine di valutare la postura dell’intero individuo compresa di appoggio podalico, baricentro corporeo, centri di appoggio del piede e distribuzione del carico in termini quantitativi e qualitativi.

Durante la fase dinamica il paziente dovrà camminare ripetutamente sulla pedana fino ad ottenere una discreta quantità di passi da esaminare. Ciò permette di valutare la funzionalità del piede durante la deambulazione in rapporto al risultato ottenuto dalla statica.


Lo SCREENING DEL PIEDE DIABETICO consiste nell’indagine dei maggiori fattori di rischio per il piede di un paziente diabetico.

Si valuta la capacità sensoriale vibratoria, tattile, termica e dolorosa del piede dell’assistito che potrebbero risultare alterate dalla neuropatia diabetica. La mancanza di sensibilità aumenta il rischio di incorrere in lesioni ulcerative.

Altra valutazione riguarda la circolazione arteriosa periferica. I soggetti diabetici hanno maggiori possibilità di sviluppare un’ostruzione dei vasi arteriosi diminuendo così l’apporto di sangue al piede.

Infine si osserva la funzionalità biomeccanica ed eventuali alterazioni dell’appoggio plantare. È importante che il carico sia distribuito in maniera uniforme per evitare ulcerazioni alla zona plantare del piede.

Al termine di questa indagine si assegna un livello di rischio in una scala da 1 a 3. In base al risultato il podologo decide se consultare un medico o monitorare il paziente con controlli periodici.